Come scrivere un elogio funebre: guida passo passo con esempi

Un elogio funebre dura di solito 3–5 minuti, o meno se lo leggi in chiesa alla fine della messa: chiedi prima al sacerdote o al celebrante quanto tempo hai. Segui quattro passi: chi era per te, due o tre ricordi concreti che mostrano com'era, cosa lascia a chi resta e un saluto finale rivolto a lei o a lui. Scrivilo per intero, stampalo in grande e provalo ad alta voce finché le frasi più difficili diventano familiari.

Prima di tutto: dove e quando parlerai

In Italia l'elogio funebre ha forme diverse. Nel funerale in chiesa, quando è permesso, il ricordo di un familiare o di un amico arriva di solito alla fine della messa, prima del commiato, e deve essere breve. In una cerimonia laica, in una sala del commiato o al cimitero, c'è più spazio e a volte parlano più persone.

Per questo il primo passo non è scrivere, ma chiedere:

  • Al sacerdote o a chi celebra: posso dire qualche parola? Quando? Per quanto tempo?
  • Alla famiglia: chi altro parla? C'è qualcosa che preferiscono non venga detto?
  • Sul posto: c'è un leggio, un microfono? Dove starò in piedi?

Se in chiesa ti danno due minuti, scrivi per due minuti. Il resto puoi dirlo al rinfresco dopo, o scriverlo in un biglietto per la famiglia.

Quanto deve essere lungo

ContestoDurata indicativaParole circa (a ritmo lento)
Ricordo in chiesa a fine messa2–3 minuti220–330
Cerimonia laica o sala del commiato3–5 minuti330–550
Più persone che parlano2–3 minuti a testa220–330

In un elogio funebre si parla più piano del solito e ci si ferma più spesso. Per questo il conto delle parole va fatto a ritmo lento, circa 110 parole al minuto. Il calcolatore della durata fa il conto per te.

La struttura in quattro passi

  1. Chi era per te. Una frase che dice il legame e una che dà il tono. «Sono Paola, la nipote di Franco. Il nonno per me era quello che arrivava la domenica con le paste e se ne andava sempre per ultimo.»
  2. Due o tre ricordi concreti. Non elenchi di qualità («era buono, generoso, onesto»), ma scene che mostrano quelle qualità. Un ricordo vale più di dieci aggettivi.
  3. Cosa lascia. Cosa fate ancora, o farete, grazie a lui o a lei. Un'abitudine, una frase, un modo di fare.
  4. Il saluto. L'ultima frase la dici a chi non c'è più. È la più semplice e la più difficile.

Come trovare i ricordi giusti

Se ti senti bloccato, rispondi a queste domande, anche solo con poche parole:

  • Cosa diceva sempre?
  • Dove lo trovavi, se lo cercavi? In orto, al bar sotto casa, in cucina, in parrocchia, al circolo delle bocce?
  • Cosa ti ha insegnato senza volerlo?
  • Cosa faceva ridere tutta la famiglia, anche se lui non lo sapeva?
  • Qual è l'ultima volta che l'hai visto contento?

Sentire altri familiari aiuta: spesso il ricordo più bello è di un cugino o di un vicino di casa.

Esempio di elogio funebre per un nonno

Esempio inventato, per mostrare la struttura. Dura circa due minuti e mezzo letto con calma.

«Sono Paola, la nipote di Franco. Il nonno per me era quello che arrivava la domenica con le paste e se ne andava sempre per ultimo, perché "tanto la strada la conosco".»

«Ha lavorato quarant'anni in fabbrica a Lumezzane e non ne ha mai parlato come di un sacrificio. Ne parlava come del posto dove aveva imparato a fare le cose per bene. Quando avevo dodici anni mi ha insegnato a riparare la catena della bicicletta e mi ha fatto rifare il lavoro tre volte. Alla terza mi ha detto: "Adesso sì. Adesso puoi andare lontano".»

«Negli ultimi anni passava le mattine nell'orto. Se lo chiamavi a mezzogiorno non rispondeva, perché il telefono lo lasciava in casa: "Se è importante, richiamano". E aveva ragione quasi sempre.»

«Da lui abbiamo imparato tutti la stessa cosa: che le cose si fanno bene o non si fanno. La sua bicicletta è ancora in garage, con la catena a posto.»

«Nonno, grazie. Adesso puoi riposare. La strada la conosci.»

Come arrivare alla fine senza crollare

Commuoversi è normale e nessuno in chiesa si aspetta che tu non lo faccia. L'obiettivo non è non piangere, ma riuscire a finire.

Momento difficileCosa fare
Le prime frasiScrivi le prime due frasi in modo che puoi dirle quasi a memoria
Una frase che ti spezza la voceProvala ad alta voce dieci volte nei giorni prima: diventa più familiare
Ti blocchi a metàFermati, respira due volte, bevi un sorso d'acqua, riprendi dalla frase dopo
Non ce la fai proprioAccordati prima con qualcuno che può continuare a leggere al posto tuo

Altri accorgimenti pratici:

  • Stampa il testo in grande, corpo 16 o più, con spazi tra i paragrafi. Gli occhi umidi leggono male un testo fitto.
  • Segna le pause con una barra (/) nel testo, dove vuoi fermarti.
  • Guarda un volto amico in sala, non la bara né la famiglia più stretta, se ti destabilizza.
  • Porta un fazzoletto e una bottiglietta d'acqua, e lasciali sul leggio.

Leggerlo ad alta voce prima serve anche a scoprire dove vai troppo veloce. Il misuratore di velocità ti dice quante parole al minuto stai facendo: per un elogio funebre, stare sulla parte lenta della scala va bene. Se preferisci provarlo con qualcuno che ti ascolta, puoi farlo anche con Speaking Coach, in italiano: dopo vedi la tua velocità, le pause lunghe e una frase da dire in modo diverso.

Cosa evitare

  • La biografia completa. Date di nascita, scuole, lavori in ordine: la gente li conosce, o li trova sul manifesto. Scegli scene.
  • Ritratti troppo perfetti. Un difetto raccontato con affetto («era testardo come un mulo, e la mamma lo è uguale») rende il ricordo più vero.
  • Questioni di famiglia irrisolte. Il funerale non è il posto per i conti aperti, né per l'eredità.
  • Battute interne. Un sorriso va bene, anzi aiuta; una battuta che capiscono in tre lascia gli altri a disagio.

Domande frequenti

Si può fare un elogio funebre in chiesa?

Dipende dalla parrocchia e da chi celebra: in molte chiese è permesso un breve ricordo alla fine della messa, in altre no. Chiedilo al sacerdote con qualche giorno di anticipo e rispetta il tempo che ti dà.

Quanto deve durare un elogio funebre?

In chiesa di solito 2–3 minuti; in una cerimonia laica 3–5 minuti. Se parlano in tanti, meglio più brevi.

Si può leggere dal foglio?

Sì, è normale e nessuno si aspetta che tu lo sappia a memoria. Stampa il testo in grande e alza lo sguardo alla fine di ogni paragrafo.

Posso far ridere durante un elogio funebre?

Un ricordo che fa sorridere spesso è un sollievo per tutti e dice molto della persona. Tienilo affettuoso e mai a spese di qualcuno presente.

Cosa scrivo se il rapporto con la persona era complicato?

Parla di quello che è vero e che puoi dire con serenità: un ricordo buono, una cosa che ti ha insegnato, anche in modo indiretto. Non sei obbligato a parlare; puoi anche lasciare spazio ad altri.