Discorso per la propria pensione: cosa dire ai colleghi, esempi

Al tuo saluto per la pensione bastano 3–4 minuti: apri ringraziando per la festa, racconta una sola storia della tua carriera che dice qualcosa di te e del posto, ringrazia per nome due o tre persone e per gruppi tutte le altre, di' in una frase cosa farai adesso e chiudi con un augurio a chi resta. Non serve ripercorrere ogni ufficio e ogni incarico: i colleghi ricordano una storia, non un curriculum.

Il problema dei discorsi di pensionamento

Dopo trenta o quarant'anni di lavoro la tentazione è raccontare tutto: il primo giorno, il trasferimento a Verona, il cambio di capo, la fusione, il nuovo sistema informatico. Dopo tre minuti la sala, con il bicchiere di prosecco in mano, comincia a guardare il buffet.

Un buon saluto di pensionamento non è un riassunto della carriera. È un grazie con dentro una storia.

La struttura in cinque passi

PassoCosa diciDurata
1. Grazie per oggiA chi ha organizzato e a chi è venuto20–30 secondi
2. Una storiaUn episodio che dice com'era lavorare lì1–1,5 minuti
3. I grazie veriDue o tre persone per nome, le altre per gruppi45–60 secondi
4. Cosa faraiUna o due frasi, con leggerezza20–30 secondi
5. Augurio a chi restaUna frase e un brindisi, se c'è15–20 secondi

Totale 3–4 minuti, circa 400–550 parole. Se la festa è in ufficio, con la gente in piedi, stai sui 3.

1. Il grazie per la festa

«Grazie a tutti di essere qui. Grazie a Laura, che ha organizzato tutto di nascosto e ha mentito a mia moglie per tre settimane. E grazie per questa torta: non mi avete mai fatto una torta in trentacinque anni, ho dovuto andare in pensione per averla.»

2. Una sola storia

Scegli un episodio che risponda a questa domanda: cosa ti mancherà davvero? Di solito la risposta non è un risultato, ma un momento con le persone.

Domande per trovarla:

  • Qual è la giornata più assurda che avete vissuto insieme?
  • Quando hai capito che quello era il tuo posto?
  • Cosa racconterai ai tuoi nipoti di quel lavoro?

Esempi inventati, per mostrare il tono:

Impiegato di banca. «Nel 2003 è saltata la corrente in filiale il giorno della scadenza delle tasse. Abbiamo fatto i conti con la calcolatrice e le candele per tre ore, con la fila che arrivava in piazza. Nessuno se n'è andato, nemmeno i clienti. Quel giorno ho capito che questa filiale era una famiglia, un po' disordinata, ma una famiglia.»

Insegnante di liceo. «Il mio primo anno, in una quinta, un ragazzo mi ha detto: "Prof, tanto la poesia non serve a niente". Vent'anni dopo mi ha scritto: fa il medico e legge Montale ai suoi pazienti in reparto. Io non ho fatto niente di speciale. Ho solo continuato a leggere ad alta voce, anche quando non ascoltavano.»

Infermiera. «Le notti in reparto non le dimenticherò mai. Non per la fatica, ma per il caffè delle tre con le colleghe, in quella stanza senza finestre, dove abbiamo risolto più problemi che in tutte le riunioni.»

3. I grazie che contano

Non leggere l'organigramma. Ringrazia per nome due o tre persone che hanno fatto la differenza, con un motivo preciso, e poi tutti gli altri per gruppi.

«Grazie a Giancarlo, che mi ha insegnato il mestiere quando ero un ragazzo e non sapevo nemmeno compilare una distinta. Grazie a Michela, che negli ultimi dieci anni è stata la mia memoria. E grazie a tutti voi dell'ufficio crediti: siete stati la parte migliore delle mie giornate, anche il lunedì.»

Se c'è qualcuno che non c'è più, una frase basta: «Penso anche a Franco, che avrebbe voluto essere qui».

4. Cosa farai adesso

Una o due frasi, leggere. Nessuno vuole un piano dettagliato, ma tutti vogliono sapere che starai bene.

«Adesso mi aspettano l'orto, i nipoti il mercoledì e un viaggio in Sicilia che rimando dal 1998. E, sì, continuerò a leggere le vostre mail. Ma non risponderò.»

5. L'augurio a chi resta

«Vi auguro di trovare sempre qualcuno che vi copra il turno quando serve, e di essere quel qualcuno per gli altri. Alla vostra salute!»

Cosa evitare

Da evitarePerchéInvece
La cronologia di tutti gli incarichiAnnoia e la conoscono giàUna storia sola
Togliersi sassolini dalle scarpeLascia un ricordo amaro, anche a chi ti voleva beneTieni le critiche per una chiacchierata privata
Battute sui colleghi assentiArrivano all'orecchio sbagliatoBattute solo su te stesso
Ringraziare trenta persone per nomeChi non viene nominato ci resta maleTre nomi, poi per gruppi
Tono da addio definitivoMette tristezza a una festaLascia una porta aperta: «Passerò a trovarvi»

Come prepararti

  1. Scrivi prima la storia, poi il resto.
  2. Leggi tutto ad alta voce con il cronometro. Dopo tanti anni ti emozionerai più di quanto pensi, e con le pause il discorso si allunga: scrivi per 3 minuti se te ne hanno dati 4.
  3. Controlla il ritmo. Quando siamo emozionati acceleriamo o rallentiamo troppo; il misuratore di velocità ti dice dove sei.
  4. Tieni un cartoncino con le prime parole di ogni parte e i nomi da ringraziare. Dimenticare un nome per l'emozione è la cosa che si teme di più, e un foglietto la risolve.

Se vuoi provarlo con qualcuno che ti ascolta e ti dice cosa tenere, Speaking Coach funziona in italiano: dopo la prova vedi la tua velocità, le pause lunghe e un consiglio che cita una tua frase.

Se invece lasci il lavoro per un'altra azienda, il tono è diverso: leggi la guida al discorso di saluto quando cambi lavoro.

Domande frequenti

Quanto deve durare il discorso per la propria pensione?

Tra 3 e 4 minuti. Se la festa è in piedi, in ufficio, anche 2 minuti vanno benissimo.

Devo per forza fare un discorso alla mia festa di pensionamento?

No, ma i colleghi di solito se lo aspettano, anche solo un grazie. Due minuti detti con calma valgono più di nessun discorso.

Posso parlare anche delle cose che non andavano?

Meglio di no. Anche se ora sei libero di dirlo, una festa non è il posto giusto. Puoi accennare con ironia a una difficoltà superata insieme.

Come faccio a non commuovermi?

Prova le frasi più emotive ad alta voce più volte nei giorni prima. Se ti commuovi comunque, fermati e sorridi: i colleghi capiranno, e spesso applaudono proprio lì.

Cosa dico se vado in pensione per motivi di salute o non per scelta?

Non sei obbligato a spiegare. Concentrati sul grazie e sulle persone: «È arrivato il momento, e voglio salutarvi come si deve».