Un conflitto con un collega: come rispondere al colloquio, esempi

Scegli un disaccordo vero con un collega su una questione di lavoro, non personale. Racconta in breve il punto di partenza, come hai parlato con lui a quattr'occhi, l'accordo che avete trovato e come va il rapporto oggi. Non dare la colpa all'altro e non dire «non ho mai avuto conflitti».

Cosa vuole sapere il selezionatore

«Mi racconti un conflitto che ha avuto con un collega», «Una volta in cui non era d'accordo con qualcuno del suo team», «Come gestisce i disaccordi?». In ogni posto di lavoro ci sono attriti. Il selezionatore non vuole sapere se ne hai avuti, ma:

  • Come li affronti: li eviti, li fai esplodere o li risolvi parlando?
  • Se sai vedere il punto di vista dell'altro.
  • Se il rapporto regge dopo. Lavorerai con quelle persone per anni.

Che conflitto scegliere

Il conflitto giusto è sul lavoro, non sulla persona: un disaccordo su priorità, metodi, tempi, divisione dei compiti. È nato tra pari, cioè con un collega, non con il tuo responsabile (quella è un'altra domanda). Ed è finito bene, o almeno in modo civile.

Da usareDa evitare
Un collega della produzione che voleva cambiare le priorità degli ordiniUna lite personale o fuori dal lavoro
Due modi diversi di gestire un clienteUn conflitto ancora aperto
Un compagno di progetto che consegnava in ritardoMolestie o discriminazioni (sono un'altra cosa, e non da colloquio)
Un turno diviso in modo che ti sembrava ingiustoUn conflitto in cui avevi chiaramente torto e non hai cambiato niente

La struttura

  1. Il contesto. Chi era l'altro (il ruolo, non il nome), su cosa non eravate d'accordo. Due frasi.
  2. Il tuo primo passo. Hai chiesto di parlare a quattr'occhi, hai fatto domande per capire.
  3. Cosa hai capito dell'altro. Il suo punto di vista, detto con rispetto.
  4. L'accordo. Cosa avete deciso insieme.
  5. Il rapporto oggi. Come lavorate adesso.

Durata: 90 secondi.

Esempi di risposta

Esempi con dettagli inventati.

Ufficio acquisti e produzione

«Lavoravo all'ufficio acquisti di un'azienda di componenti in provincia di Vicenza. Il capo reparto della produzione mi chiamava ogni giorno chiedendo materiali urgenti, quasi sempre per ordini che aveva saputo da giorni. A un certo punto gli ho risposto male al telefono, e lui ha alzato la voce. Il giorno dopo sono andata da lui in reparto e gli ho chiesto di spiegarmi come pianificava la settimana. Ho scoperto che riceveva il piano dal commerciale solo il lunedì sera. Abbiamo deciso di fare dieci minuti insieme ogni lunedì mattina, con il piano provvisorio. Le richieste urgenti sono calate moltissimo e oggi è la prima persona che chiamo quando c'è un problema con un fornitore.»

Due infermieri e la divisione dei pazienti

«In reparto una collega più esperta mi assegnava sempre i pazienti più pesanti a inizio turno. Per qualche settimana non ho detto niente, poi ho capito che mi stavo innervosendo e che si vedeva. Le ho chiesto un caffè a fine turno e le ho detto cosa avevo notato, senza accusarla. Lei pensava che volessi fare esperienza in fretta. Da allora dividiamo i pazienti insieme all'inizio del turno, guardando la lavagna. Siamo diventate la coppia che il coordinatore mette insieme quando il reparto è pieno.»

Neolaureato, progetto di gruppo

«Durante il tirocinio in un'agenzia di comunicazione a Roma, io e un altro tirocinante dovevamo preparare insieme una proposta per un cliente. Lui voleva puntare tutto sui video, io su una campagna sui social con budget più basso. Abbiamo discusso davanti alla responsabile, e non è stato un bel momento. Dopo gli ho proposto di scrivere i pro e i contro delle due idee su un foglio, insieme. Abbiamo presentato un'unica proposta che usava i video solo per il lancio. Il cliente l'ha scelta, e siamo ancora in contatto.»

Cosa non dire

FrasePerché è un problemaCosa dire invece
«Non ho mai avuto conflitti»Non è credibile o vuol dire che eviti i problemiUn disaccordo piccolo ma vero
«Lui era impossibile»Tutta la colpa all'altro«Avevamo due modi diversi di vedere…»
«Alla fine ho fatto a modo mio»Hai vinto, ma il rapporto?L'accordo che avete trovato insieme
«Sono andato dal capo» come primo passoSembra che tu non sappia gestirlo da soloPrima il confronto diretto, il capo solo se serve
Il nome del collega o dell'aziendaRiservatezzaIl ruolo, non il nome

Come prepararla

  1. Pensa a due o tre disaccordi degli ultimi anni.
  2. Scegli quello in cui hai fatto tu il primo passo per risolverlo.
  3. Scrivi i cinque punti della struttura, una riga ciascuno.
  4. Dilla ad alta voce e ascolta il tono: se suoni ancora arrabbiato, scegli un'altra storia o raccontala in modo più neutro.
  5. Preparati alla domanda «E se non fosse andata bene?».

Nella verifica gratuita delle risposte del colloquio puoi controllare durata e pause. Questa domanda è vicina a come reagisci alle critiche: entrambe misurano come stai con gli altri quando le cose si complicano. Nell'app Speaking Coach c'è una scena per esercitarti a esprimere disaccordo in una riunione, con un collega IA che non ti dà subito ragione.

Domande frequenti

Posso parlare di un conflitto con il mio responsabile?

Se la domanda chiede di un collega, resta su un collega. Il conflitto con un capo è più delicato e di solito ha una domanda a parte.

E se il conflitto non si è risolto?

Scegline un altro, se puoi. Se è l'unico che hai, racconta cosa hai fatto tu e cosa faresti diversamente.

Devo dire chi aveva ragione?

Non serve. Conta che abbiate trovato un accordo. Se avevi torto tu, dirlo con semplicità è un punto a favore.

Posso usare un esempio fuori dal lavoro?

Se hai poca esperienza, sì: un progetto all'università, una squadra sportiva, un'associazione. Evita conflitti familiari o tra amici.

Quanto deve durare?

Circa 90 secondi. Il contesto in due frasi, il resto su come l'hai risolto.