Qual è il suo punto debole? Come rispondere, con esempi
Scegli un punto debole vero che non sia centrale per il ruolo, racconta in una frase quando si è visto e spiega cosa stai facendo per migliorare, con un progresso concreto. Evita i falsi difetti come «sono troppo perfezionista»: il selezionatore li ha già sentiti e li legge come una risposta evasiva.
Cosa vuole capire davvero
«Qual è il suo punto debole?», «Mi dica un suo difetto», «Su cosa deve ancora lavorare?». Il selezionatore non cerca il motivo per scartarti. Vuole sapere:
- Ti conosci? Chi non sa nominare un limite di solito non si accorge nemmeno dei propri errori.
- Sei onesto? Una risposta preparata per sembrare un pregio fa perdere credibilità anche alle risposte vere.
- Cosa fai quando qualcosa non ti riesce? Questa è la parte che conta di più.
La struttura in tre passi
- Il punto debole, detto chiaro. Una frase, senza giri: «Faccio fatica a delegare».
- Un momento in cui si è visto. Breve e concreto: «Al mio primo progetto da coordinatore finivo io i pezzi degli altri e uscivo alle otto di sera».
- Cosa fai adesso e cosa è cambiato. Un'abitudine, un corso, uno strumento, e un segnale di progresso: «Ora assegno i compiti il lunedì con una scadenza e controllo solo il giovedì. L'ultimo trimestre ho chiuso il progetto senza straordinari».
Tutto in 45–60 secondi. La parte 3 deve essere la più lunga.
Come scegliere il punto debole giusto
Il difetto giusto è vero, è secondario per questo ruolo ed è migliorabile. Ecco alcuni esempi per tipo di lavoro:
| Ruolo | Punto debole utilizzabile | Da non usare per questo ruolo |
|---|---|---|
| Analista dati, contabile | Parlare in pubblico, presentare ai dirigenti | Precisione, attenzione ai numeri |
| Commerciale | Compilare il CRM con costanza | Parlare con persone nuove |
| Sviluppatore | Stimare i tempi, scrivere documentazione | Imparare tecnologie nuove |
| Primo ruolo da responsabile | Delegare | Gestire i conflitti nel team |
| Impiegato in azienda con clienti esteri | Inglese parlato meno sciolto dello scritto | Inglese, se nell'annuncio è richiesto «fluente» |
| Neolaureato | Poca esperienza con strumenti aziendali (es. SAP) | Puntualità, affidabilità |
L'inglese parlato è un caso tipicamente italiano: tanti candidati lo scrivono bene e lo parlano con fatica. Se il ruolo lo richiede ogni giorno, non è il difetto da portare. Se serve ogni tanto, è una risposta onesta, purché tu dica cosa stai facendo: un corso serale, le call settimanali con i colleghi esteri, le serie TV in lingua originale.
I falsi difetti che fanno peggio
- «Sono troppo perfezionista.» È la risposta più sentita in assoluto. Se lo sei davvero, racconta il costo concreto: «Rifaccio le slide tre volte e consegno all'ultimo minuto».
- «Lavoro troppo» / «Non so dire di no». Suona come un pregio travestito. Se è vero, descrivi una conseguenza reale e cosa hai cambiato.
- «Sono testardo.» Senza contesto spaventa: sembra che tu non accetti indicazioni.
- «Non ho difetti» / «Non saprei». È la risposta peggiore: sembra mancanza di consapevolezza o di preparazione.
- Un difetto di carattere grave. «Mi arrabbio facilmente» o «Sono disordinato con le scadenze» possono chiudere il colloquio in un attimo.
Esempi di risposta
Esempi della struttura con dettagli inventati. Usa il tuo difetto vero.
Neolaureato, ruolo da analista
«Il mio punto debole è parlare davanti a un gruppo. Alla discussione della tesi ho letto le slide quasi parola per parola, e la commissione me l'ha fatto notare. Da allora mi sono iscritto a un gruppo di public speaking a Milano che si trova ogni due settimane, e mi esercito registrandomi. Il mese scorso ho presentato i risultati del mio tirocinio al responsabile e a quattro colleghi senza leggere: non è ancora naturale, ma ci sto lavorando con costanza.»
Impiegata con qualche anno di esperienza
«Il mio inglese parlato è meno sciolto di quello scritto. Scrivo email ai fornitori tedeschi e olandesi ogni giorno senza problemi, ma nelle call all'inizio esitavo e lasciavo parlare il collega. Da settembre seguo un corso di conversazione due sere a settimana e ho chiesto di gestire io la call mensile con il fornitore di Rotterdam. Adesso la conduco io, con qualche appunto davanti.»
Primo ruolo da responsabile
«Faccio fatica a delegare. Quando sono diventato capoturno, finivo io i controlli degli altri perché facevo prima, e alla fine del mese ero l'unico a fare straordinari. Il mio responsabile me l'ha fatto notare. Ora divido i compiti a inizio turno, scrivo chi fa cosa sulla lavagna e controllo solo a fine turno. Ci ho messo un paio di mesi, ma il reparto adesso funziona anche quando sono in ferie.»
Come prepararla
- Scrivi tre difetti veri. Cancella quelli che toccano il cuore del ruolo.
- Per quello che resta, trova un episodio reale e una cosa concreta che hai cambiato.
- Dilla ad alta voce e cronometrati: la parte sul miglioramento deve occupare almeno metà del tempo.
- Ascolta il tono. Se ti scusi o ridi nervosamente, riprova. La verifica gratuita delle risposte del colloquio ti mostra pause e intercalari.
- Preparati alla domanda successiva: «E se succedesse qui?». Nell'app Speaking Coach il selezionatore IA ti fa proprio questo tipo di approfondimento, in italiano.
Domande frequenti
«Difetto» e «punto debole» sono la stessa domanda?
Sì, nella pratica. «Difetto» suona più personale, quindi resta comunque su un aspetto di lavoro, non di carattere.
E se mi chiedono tre difetti?
Prepara un difetto principale e due più leggeri, ognuno con una frase su cosa fai per migliorare. Non serve un episodio per tutti e tre.
Posso dire un difetto che ho già superato?
Sì, se lo dici chiaramente: «Un tempo faticavo a…, oggi…». Ma il selezionatore potrebbe chiederti anche un difetto attuale, quindi tienine uno pronto.
Devo ammettere un difetto se il selezionatore insiste?
Resta calmo e dai un secondo esempio, sempre con cosa stai facendo. Insistere è spesso un modo per vedere come reagisci sotto pressione.
Quanto deve durare la risposta?
Tra 45 e 60 secondi. Più a lungo parli del difetto, più rischi di dargli peso.