Perché ha lasciato l'ultimo lavoro? Come rispondere se è già fuori

Di' il motivo in una o due frasi neutre, senza criticare l'ex datore di lavoro, e passa subito a cosa cerchi adesso. Una fine contratto, un trasferimento o una riorganizzazione si spiegano da soli. Se ti sei dimesso senza un altro lavoro, spiega cosa hai fatto dopo e perché oggi sei pronto.

Già fuori: una domanda diversa

Se stai ancora lavorando, la domanda è perché vuoi cambiare lavoro, e la risposta guarda avanti. Se invece hai già lasciato il lavoro, il selezionatore vuole capire cosa è successo: ti sei dimesso, ti hanno lasciato a casa, è finito il contratto? E soprattutto: è un motivo che potrebbe ripetersi qui?

I motivi più comuni e come dirli

MotivoCome dirloCosa aggiungere
Fine del contratto a termine«Avevo un contratto di dodici mesi per sostituire una maternità, che si è concluso a giugno.»Cosa hai fatto in quel ruolo, in una frase
Stage o tirocinio finito«Lo stage è durato sei mesi; l'azienda non aveva posizioni aperte per un'assunzione.»Un risultato dello stage
Somministrazione non rinnovata«Lavoravo in somministrazione e la missione non è stata rinnovata per un calo degli ordini.»
Dimissioni per un trasferimento«Mi sono trasferito da Roma a Verona per motivi familiari, e non c'era la possibilità di lavorare a distanza.»
Dimissioni senza altra offerta«Ho deciso di lasciare per dedicarmi a cercare un ruolo più in linea con quello che voglio fare.»Cosa hai fatto dopo
Licenziamento per riorganizzazione«L'azienda ha chiuso il reparto di assistenza tecnica e il mio ruolo è stato eliminato insieme ad altri.»Che non dipendeva dal tuo lavoro, implicitamente
Chiusura o fallimento dell'azienda«L'azienda ha cessato l'attività a fine anno.»Cosa hai fatto negli ultimi mesi
Licenziamento per motivi legati a te«Il rapporto si è chiuso perché il ruolo richiedeva competenze che non avevo ancora. Da allora ho…»Cosa hai imparato e fatto per colmare la mancanza
Rientro dall'estero«Ho lavorato due anni a Londra e sono rientrato in Italia per stare vicino alla famiglia.»Cosa porti da quell'esperienza

La struttura

  1. Il motivo, in una o due frasi, al passato e senza emozioni.
  2. Una frase di ponte: cosa hai fatto dopo, se è passato del tempo.
  3. Cosa cerchi adesso, legato al ruolo per cui sei lì.

Durata: 20–40 secondi. Più breve è, meglio è.

Esempi di risposta

Esempi con dettagli inventati.

Fine contratto

«Ho lavorato un anno nell'ufficio risorse umane di un'azienda farmaceutica con un contratto a termine per sostituire una collega in maternità. Il contratto si è concluso a settembre, quando lei è rientrata. È stata un'esperienza molto utile, soprattutto sulla selezione dei profili tecnici, e adesso cerco un ruolo stabile proprio nella selezione.»

Dimissioni senza un'altra offerta

«Lavoravo come addetto alle vendite in un negozio di elettronica di una grande catena. Mi sono dimesso a febbraio perché i turni nei weekend e nei festivi non erano più compatibili con il corso serale di contabilità che stavo seguendo. Ho finito il corso a giugno e adesso cerco un ruolo amministrativo, che è la direzione in cui voglio andare.»

Riorganizzazione

«L'azienda per cui lavoravo è stata acquisita da un gruppo tedesco, e l'ufficio marketing italiano è stato accorpato a quello della sede centrale. Il mio ruolo e quello di altri quattro colleghi sono stati eliminati. Ho lavorato lì quattro anni e ho lasciato un buon rapporto con il mio responsabile, che può darvi referenze.»

Licenziamento per motivi legati alla prestazione

«Il mio ultimo ruolo era nelle vendite di software alle aziende, e non ho raggiunto gli obiettivi nei primi sei mesi: il rapporto si è chiuso al termine del periodo di prova. Ho capito che mi mancava esperienza nella vendita a clienti grandi, con cicli lunghi. Per questo mi sto candidando a ruoli dove il cliente è la piccola impresa, che conosco bene dai miei anni precedenti in banca.»

Quest'ultimo è il caso più difficile. Non nasconderlo, non drammatizzarlo: una frase su cosa è successo, una su cosa hai capito, una su perché questo ruolo è diverso.

Cosa non dire

  • Critiche all'ex capo o all'azienda. «Erano disorganizzati», «Il mio capo era un incompetente». Anche se è vero, il selezionatore pensa: parlerà così anche di noi.
  • Troppi dettagli. Il racconto della riunione in cui ti hanno comunicato la cosa non serve.
  • Bugie. Se dici «fine contratto» e invece ti sei dimesso, basta una telefonata per referenze per scoprirlo.
  • Vittimismo. «Ce l'avevano con me» chiude il discorso nel modo sbagliato.
  • Motivi che si ripeterebbero qui. Se te ne sei andato per i turni nei weekend e il nuovo lavoro li prevede, devi dire come è cambiata la tua situazione.

Come allenarti

Scrivi la tua risposta in tre frasi e leggila ad alta voce. Poi dilla senza guardare, finché suona neutra come se stessi dicendo l'ora. Con la verifica gratuita delle risposte del colloquio puoi controllare che stia sotto i 40 secondi e che non ci siano lunghe pause prima del motivo. Se dopo l'uscita c'è stato un periodo senza lavoro, prepara anche la risposta su un buco nel CV. Nell'app Speaking Coach il selezionatore IA, se la risposta è vaga, ti chiede «Sì, ma esattamente cosa è successo?», come farebbe uno vero.

Domande frequenti

Devo dire che mi hanno licenziato?

Sì, se è successo: mentire è un rischio troppo alto. Il modo conta più del fatto: neutro, breve, con cosa hai imparato.

Posso dire che mi sono dimesso per il capo?

Meglio parlare di cosa cercavi e non trovavi: più confronto, più autonomia, un altro tipo di organizzazione. Senza nomi e senza episodi.

E se ho cambiato molti lavori in poco tempo?

Trova il filo comune e raccontalo, poi spiega perché adesso cerchi stabilità. Se erano contratti a termine o stagionali, dillo: non è instabilità.

Le dimissioni senza un altro lavoro sono un problema?

No, se hai un motivo chiaro e hai fatto qualcosa di utile dopo. Spiega cosa e perché adesso sei pronto.

Quanto deve durare?

Tra 20 e 40 secondi. È una delle risposte da tenere più brevi.